C’è stato un tempo in cui, quando una persona diceva “sono in ufficio”, il senso era “sono in una stanza, dietro a una scrivania, con un computer, un telefono e dei colleghi attorno a me”. I tempi cambiano e grazie (?) alla flessibilità, ai team di lavoro globali, a internet, smartphone e tablet pareti e mobili dell’ufficio si sono vaporizzati. Oggi essere in ufficio è decisamente e per molti uno stato mentale. E gli stati mentali, si sa, sono quanto di più soggettivo e impegnativo da gestire. Non esiste più un dentro e un fuori. Il cellulare, che nei primi anni Novanta aveva fatto breccia nel muro rendendo il suo possessore raggiungibile telefonicamente sempre e ovunque, ora è uno eccezionale strumento che non ci molla un istante con news, tweet, aggiornamenti, email, documenti condivisi... e si si è connessi spesso non si riesce più ad essere selettivi: se ricevi una mail del capo alle otto di sera mentre stai curiosando su Instagram che fai? Rispondi? Non rispondi? E i flag che confermano la lettura dei messaggi su whatsapp? Sembrerebbe che questo nuovo modo di “essere in ufficio” ormai viva di vita propria, che noi lo si voglia o no. Allora, anche in questo caso, sono necessarie massicce dosi di mindfulness e per cominciare, ridefinire che cosa sia la flessibilità. Dare spazio allo spazio Se per esempio lavorate da case, definite lo spazio fisico per il lavoro. Non disseminate documenti, tablet, computer, cellulari in ogni stanza. Create un perimetro ordinato dove vi recherete - e da dove ve ne andrete - per lavorare. Dare spazio alla mente Se invece appartenete alla categoria che l’ufficio se lo porta dentro, datevi delle regole. Inventate il vostro personale mantra per quando è ora di staccare e dedicarsi alla famiglia, agli amici al vostro tempo libero. Oppure concedetevi 5 minuti di relax, concentrandovi solo sul vostro respiro. Dare tempo al tempo Per quanto tempo, con la flessibilità, “siete in ufficio”? Se le ore cominciano ad essere molte di più di quante trascorrereste in un contesto di lavoro “non flessibile” rifletteteci. E riscoprite la gioia di usare le vostre giornate con saggezza, senza trascurare nulla. Il nostro consiglio: mentre lavori, vivi!