E’ una delle più prestigiose istituzioni universitarie americane. Ha sfornato una quarantina di Premi Nobel, 7 presidenti degli Stati Uniti e menti geniali, da Bill Gates a Mark Zuckerberg. Questa è Harvard. E in questa fucina di talenti oggi entra ufficialmente e dalla porta principale la mindfulness, o meglio, un programma studiato ad hoc per la riduzione dello stress di docenti, impiegati e studenti. Dopo 4 anni di progetto pilota, lanciato nel 2012 non senza storcimenti di naso e alzate di sopracciglio da parte dell’èlite dei più conservatori, conti alla mano la mindfulness si è rivelata essere il metodo più efficace per abbattere drasticamente i costi correlati a performance non sempre al top, alla gestione di una struttura organizzativamente complessa, a una sorta di ansia da prestazione collettiva. Superata la prova dei fatti “M@W” (Mindfulnes at Work) ora rappresenta uno dei corsi più frequentati, data la sua capacità di incrementare la resilienza e la performance dei suoi partecipanti. Non solo: gli headhunters che periodicamente vanno a far visita agli studenti considerano un plus non da poco questo tipo di formazione extra curricolare. Sempre più infatti le multinazionali di qualsiasi settore cercano e reclutano futuri manager con un approccio alla leadership più consapevole, con eccezionali doti comunicative e di empatia, con quelle “soft skills” una volta ritenute per l’appunto “soft” ma che oggi, invece, stanno diventando il vantaggio competitivo su cui investire stipendi a sei zeri. Una curiosità: M@W è l’unico corso gratuito ad Harvard. http://evp.harvard.edu/mindfulness